#66 — «Understanding is love's second name»
Una lezione sulla montagna, un rifugio e i suoi 40 anni, «Delitto e Castigo» spiegato da uno bravo, consigli per spendere bene soldi in libri e due vulcanologi.
Houston, a mio avviso, abbiamo un (grosso) problema nel modo in cui viviamo la montagna.
Ma lascio la parola a Enrico Camanni, che per Lucy ha registrato una lezione al riguardo:
A proposito di cime alte, siete mai stati dalle parti del Gran Sasso? Se steste cercando un’ispirazione, qui c’è un documentario che racconta 40 anni (ora ne sono qualcuno in più) di rifugi:
Sempre riguardo a montagne che non sono (ancora) Alpi, c’è «MUT*», un breve corto di Giulio Squillacciotti, che racconta la vita della famiglia Mussetti tra le Orobie bergamasche.
Ecco, il loro è un bel modo di vivere assieme alla montagna.
*«MUT», nel dialetto locale, significa montagna.
L’ultima cosa da vedere è parecchio lunga ed è Paolo Nori (lo so, era anche nell’ultima newsletter!) che parla di «Delitto e Castigo» di Dostoevskij al Circolo dei Lettori di Torino:
Avete dato un’occhiata alle tote bag di Adelphi facilmente ottenibili acquistando due libri dalla collana «Gli Adelphi»? Io purtroppo sì.
Indecisa per almeno una mattinata intera se cedere alla voragine di Sciascia o alla metro di Carrére, le ho prese entrambe, il che significa che ho acquistato 4 libri, esattamente. Ora, probabilmente dei miei acquisti non importa molto a nessuno, ma se stavate cercando qualcosa da leggere questa estate:
Non corro, ma mi piacciono le storie di chi lo fa, dunque il primo titolo è «Correre» di Jean Echenoz, che racconta la storia (vera!) di Emil Zátopek;
Adelphi lo ha definito «il giornale di bordo» di Sylvia Plath e io credo di aver infilato «Diari» nel carrello subito dopo aver letto solo quelle parole;
Chi sono io per non cedere a un consiglio letterario di diversi mesi fa e ricordato chissà come? Perciò ho aggiunto alla lista anche «Lo stendardo» di Alexander Lernet-Holenia;
Per chiudere in bellezza e, soprattutto, in coerenza, una grande lacuna: «Il giorno della civetta» di Leonardo Sciascia.
Poi, se non vi interessano tote bag ma solo consigli di lettura, allora vale la pena dare un’occhiata a quelli de Il Post.


Ho mentito: c’è un’altra cosa che vale la pena vedere (su Disney+). Si tratta del documentario «Fire of Love», che non è nemmeno più giovanissimo.
Racconta, tramite immagini girate da loro stessi, la vita di Katia e Maurice Krafft, follemente appassionati vulcanologi. Due creature umane tra le più dissimili tra loro, con due uniche eccezioni: quelle strutture geologiche molto complesse, che ogni tanto eruttano, e l’amore nei confronti dell’altro.
Torno nella nuvola in cui ero finita in questi mesi.
Se vi capita, per una volta nella vita, lasciate che sia il burro a tagliare il coltello*.
A presto,
G.
*è l’esergo del nuovo libro di Elizabeth Gilbert, «Giù fino al fiume».

